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L’Inquinamento Acustico

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Molti ne hanno sentito parlare, ma pochi sanno in cosa consiste davvero, stiamo parlando dell’inquinamento acustico.

Meno conosciuto e più sottovalutato rispetto ad altre forme di danno ambientale, l’inquinamento acustico ha effetti negativi sulla salute e la qualità della vita delle persone oltre che sull’ambiente. Chi vive in città o in luoghi considerati normalmente rumorosi, spesso non si rende conto dei danni che questo tipo di inquinamento provoca.

Cosa si intende per inquinamento acustico?

L’inquinamento acustico è un rumore disturbante, che causa effetti nocivi sull’attività, sulla salute delle persone, degli animali e dell’ambiente circostante. Può nascere da fonti e rumori diversi, infatti si ha l’inquinamento da rumore continuo, da rumore impulsivo e da rumore intermittente o fluttuante.

Il rumore continuo è tale se ha una stabilità di livello con variazioni non superiori a ±5 dB in 0,5 secondi; si tratta di rumore impulsivo se subisce una rapida variazione di livello superiore a 40 dB in 0,5 secondi. Si parla di rumore intermittente o fluttuante quando il suo volume varia molto anche se lentamente nel tempo.

Le fonti dell’inquinamento più comuni sono numerose e disparate:

Traffico veicolare

I mezzi di trasporto cittadini rappresentano la principale fonte di disagio acustico per gli abitanti delle città. I clacson, il rumore degli pneumatici sull’asfalto, i tram, il rombare dei motori sono fonti di disagio per molta della popolazione cittadina che alla lunga può assuefarsi a questo tipo di rumore molesto.

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Traffico Ferroviario

Nelle zone limitrofe alle stazioni di arresto, partenza e transito dei treni, i rumori forti sono inevitabili. Dato che si tratta di una fonte di inquinamento acustico discontinua, sembra più facile da sopportare rispetto al rumore derivante dal traffico veicolare.

Traffico Aereo

Come quello ferroviario, il traffico aereo arreca disturbo in maniera più localizzata. Nel caso specifico, nelle zone limitrofe alla pista aeroportuale e al “corridoio di sorvolo”, dove i rumori più fastidiosi, anche se discontinui, sono quelli dei velivoli in fase di decollo e atterraggio.

Attività Industriali, Commerciali e Artigianali

Queste fonti di inquinamento acustico, producono rumori di intensità e frequenza variabili a seconda dell’attività svolta. Per esempio, una segheria produce rumori più costanti rispetto a quelli di un cantiere che sono di tipo più impulsivo.

Vita Domestica

Solitamente collegate all’utilizzo di elettrodomestici, le fonti di inquinamento acustico provenienti dalla vita domestica sono di tutte e 3 le tipologie: continue, intermittenti e fluttuanti.

Come si misura l’inquinamento acustico?

L’apparecchio con cui si può misurare l’intensità dell’inquinamento acustico è il fonometro. Questo strumento consente di rilevare il livello di pressione sonora alle varie frequenze, ricavando un valore che ha come variabili la sensibilità dell’orecchio umano e l’intensità dei rumori esterni percepiti a quella determinata frequenza. Il problema dell’inquinamento acustico, specie nelle grandi città, è grave. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito l’esposizione al rumore tra gli European Community Health Indicator. Chiunque subisca rumori di un valore pari o superiore a 65 decibel durante il giorno, e di un valore pari o superiore a 55 decibel durante la notte, rientra nella categoria di “popolazione esposta al rumore.

Questi valori non vanno confusi con i valori massimi prescritti dalla legge, la quale stabilisce quali siano i limiti da non oltrepassare in determinate zone e per quanto tempo.

Quali sono gli effetti sulla salute?

L’inquinamento acustico, se intenso e prolungato nel tempo, può causare una perdita parziale o totale dell’udito. Può contribuire ad aggravare problemi cardiovascolari come l’ipertensione, può portare a stati di forte stress, ansia, depressione, aggressività, disturbi antisociali e disturbi del sonno. Negli animali, l’eccessivo inquinamento acustico potrebbe portare al completo disorientamento e alla consecutiva morte del singolo esemplare e, in casi estremi, anche all’estinzione di una specie che non riesce più a condurre una vita regolare nel suo habitat naturale, ormai compromesso. Negli uccelli, animali che usano il loro canto per comunicare tra loro, è avvenuto un cambiamento dei versi e dei toni che questi animali usano. Gli uccelli di una specie che vivono in città hanno quasi perso la capacità di comunicare con gli animali della stessa specie che vivono nella natura.

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Come si può combattere l’inquinamento acustico?

Alcune fonti di rumore non possono essere eliminate, specialmente quando non dipendono direttamente da noi (mezzi di trasporto, lavorazioni industriali). Il loro impatto acustico può però essere notevolmente ridotto con le dovute accortezze per isolare acusticamente la propria abitazione o il proprio ambiente di lavoro.

A casa si possono installare infissi a chiusura ermetica e vetri stratificati, i quali da soli bloccheranno la maggior parte dei rumori esterni, oltre a fornire isolamento termico.

Sui luoghi di lavoro, specialmente se si deve lavorare con macchinari che superano gli 85 dB, indossare DPI che bloccano il rumore è previsto dalla legge. Il datore di lavoro è quindi tenuto a fornire adeguate protezioni ai propri dipendenti al fine di assicurare il loro benessere.

Se l’inquinamento acustico attorno a voi sembra incontrollato, è possibile fare una segnalazione al proprio Comune di residenza. Dopo gli accertamenti sull’eventuale superamento dei livelli di rumorosità previsti per la specifica classe acustica assegnata, la municipalità dovrà provvedere a riportare i livelli di inquinamento acustico entro i valori di qualità prestabiliti.

Sapevi già quanto il rumore potesse essere pericoloso per la salute e che si possono prendere contromisure a riguardo? Faccelo sapere nei commenti!

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