Vai al contenuto

Clubbez Ecoshop

Home » Blog » Deforestazione: una nuova normativa europea per combatterla

Deforestazione: una nuova normativa europea per combatterla

norma europea deforestazione

Questo articolo è stato letto 42 volte

La deforestazione è una delle principali cause del cambiamento climatico, per questo l’Unione Europea ha deciso di aggiornare le proprie normative per combatterla più efficacemente.

Ad inizio dicembre 2022, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio su una proposta estremamente importante per ridurre deforestazione e degrado forestale derivanti da prodotti importati nell’UE o esportati da essa. L’accordo è ancora provvisorio perché è in attesa dell’adozione formale da parte di entrambe le istituzioni.

Questo accordo impone norme obbligatorie di dovuta accortezza a tutti gli operatori e commercianti che immettono, o esportano, sul mercato dell’UE alcune materie prime. I materiali inclusi al momento sono olio di palma, carne bovina, legno, caffè, cacao, gomma e soia. Le norme includono anche una serie di prodotti derivati come il cioccolato, oggetti di arredamento, carta stampata e prodotti selezionati a base di olio di palma (utilizzati ad esempio come componenti nei prodotti per l’igiene personale). Questo per evitare possibilità di aggiramento delle norme di diligenza sulle materie prime.

Nei prossimi due anni è previsto un riesame per controllare se sia necessario aggiungere altri materiali all’elenco.

I colegislatori hanno fissato la data limite al 31 dicembre 2020. Ciò significa che solo quanto è stato prodotto su terreni non ottenuti da deforestazione o degrado forestale dopo tale data potrà entrare nel mercato dell’Unione o essere esportato. I terreni la cui possibilità di sfruttamento è stata o sarà acquisita dopo quella data, non potranno produrre niente che potrà circolare nel mercato UE.

La scelta di una data così vicina nel tempo è dovuta soprattutto a cautela da parte dei legislatori. Fissare un limite più lontano nel passato potrebbe portare anche ad una impossibilità fisica movimentare merci di cui il mercato europeo ha bisogno per essere economicamente competitivo.

Il Consiglio e il Parlamento hanno concordato nell’adottare la definizione di deforestazione sulla base del termine dato dall’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO). Gli organi hanno inoltre introdotto un concetto innovativo con la definizione di “degrado forestale“. Questo termine indica i cambiamenti strutturali della copertura forestale, come la conversione delle foreste rigenerate naturalmente e delle foreste primarie in piantagioni forestali o in altri terreni boschivi e la conversione delle foreste primarie in foreste piantate.

norma europea contro deforestazione

I legislatori hanno fissato severi obblighi di dovuta diligenza e comportamento per gli operatori.

Importatori ed esportatori dovranno garantire la tracciabilità dei prodotti che commerciano agli appezzamenti in cui sono stati ottenuti. Contemporaneamente, le nuove norme evitano la duplicazione degli obblighi e riducono l’onere amministrativo per gli operatori e le autorità. I piccoli operatori avranno anche la facoltà di affidarsi a quelli più grandi per la preparazione delle dichiarazioni di dovuta diligenza.

Il Consiglio e il Parlamento hanno deciso di istituire un sistema di valutazione comparativa per semplificare le operazioni di controllo. Questo sistema assegna ai paesi terzi e a quelli dell’UE un livello di rischio (basso, standard o alto) collegato alla deforestazione e al degrado forestale. La categoria di rischio determinerà gli obblighi specifici che operatori e autorità degli Stati membri dovranno rispettare nello svolgimento di ispezioni e controlli. Ciò agevolerà un monitoraggio accurato per i paesi a rischio più elevato e di contro semplificherà la dovuta diligenza per i paesi a basso rischio.

Il Consiglio e il Parlamento hanno anche incaricato le autorità competenti di effettuare controlli a campione.

Questi controlli rispecchiano l’attenzione che si vuole dare alle diverse categorie di rischio, con percentuali maggiori su chi rientra nelle zone ad alto rischio. Il 9% degli operatori e commercianti che movimentano prodotti da paesi ad alto rischio verrà esaminato. La percentuale di operatori controllati di paesi a rischio standard sarà del 3%, mentre solo l’1% per quelli di paesi a basso rischio. Queste percentuali permetteranno di verificare che gli operatori adempiano effettivamente agli obblighi previsti dal nuovo regolamento. Inoltre le autorità competenti effettueranno ispezioni sul 9% di ciascuna delle materie prime e ciascuno dei prodotti pertinenti immessi sul loro mercato, oppure esportati da esso, da parte di paesi ad alto rischio.

L’accordo tiene conto anche degli aspetti relativi ai diritti umani legati alla deforestazione, incluso il diritto al consenso libero, previo e informato da parte dei popoli indigeni.

La norma non cambia le disposizioni relative a sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive e alla cooperazione rafforzata con i paesi partner. Essa prevede che siano imposte sanzioni proporzionate al danno ambientale e al valore delle materie prime o dei prodotti derivati interessati. Secondo tale principio, si pensa a sanzioni pari ad almeno il 4% del fatturato annuo degli operatori nell’UE, oltre a un’esclusione temporanea dalle procedure di appalto pubblico e dall’accesso ai finanziamenti pubblici.

normativa europea anti deforestazione

Le tappe della normativa europea contro la deforestazione

La Commissione ha pubblicato la proposta di regolamento il 17 novembre 2021. Il Consiglio ha adottato il suo orientamento generale il 28 giugno 2022. L’accordo provvisorio raggiunto con il Parlamento europeo deve ora essere approvato e formalmente adottato da entrambe le istituzioni.

La principale causa della deforestazione e del degrado forestale a livello mondiale è l’espansione dei terreni agricoli, connessa alla produzione delle materie prime rientranti nell’ambito di applicazione del regolamento. L’UE è grande consumatore di tali materie prime, quindi può ridurre il suo contributo alla deforestazione e al degrado forestale a livello mondiale, facendo in modo che tali prodotti e le relative catene di approvvigionamento siano “a deforestazione zero“.

Questa normativa è arrivata tardi e sarebbe più efficace se coinvolgesse terreni ottenuti ancora più in là nel passato. Ma si tratta comunque di un segnale importante e di un passo deciso in direzione di un mercato più eco sostenibile. Possiamo sperare che anche altri grandi mercati del mondo si muovano nella stessa direzione per lottare attivamente contro il cambiamento climatico.

CONDIVIDI L'ARTICOLO!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *